Agriturismi a Norcia: la vita nei giardini dell’Antico Borghetto

Quando ero bambino, ero appassionato di animali, ricordo con nostalgia la prima gara tra scolari a chi riconosceva più animali e le loro caratteristiche, mi preparai per giorni e quando riuscii a vincere, fu per me un riconoscimento di ciò che avrei voluto fare da grande.

In effetti divenni Dottore in agraria, specializzato e conoscitore esperto di razze d’allevamento.
E’una passione, che mi porto dietro e che mi fa scoprire ogni giorno cose nuove.

Qui, all’Antico Borghetto uno dei migliori Agriturismi a Norcia, ho potuto coltivare questa passione.

Sembra impossibile per il cittadino, per un bambino nato e vissuto in città, vivere delle esperienze con le creature della natura, siano esse animali o piante, come se ne possono vivere presso l’Antico Borghetto, uno dei tanti agriturismi a Norcia.

Sono sensazioni che soltanto chi si lascia andare e vive delle emozioni, trascurando quei luoghi comuni che oggi attanagliano la mente dei più, può viverle appieno, in questo magico posto, avvolto da alberi posti quasi a difesa di questo antico casale.

Un giorno mentre stavo seduto in giardino sotto il ciliegio, che con i suoi rami, che toccano il terreno, crea un luogo di pace e di silenzio, venni attratto da uno strano suono, come un fischio flebile, sottile, sommesso; incuriosito mi avvicinai ad un cespuglio di forsizia in fiore, e vidi sotto di esso, un piccolo gufo, un assiolo, di una bellezza rara, che era rimasto impigliato in un groviglio di rami e non poteva liberarsi.

Mi osservava come a chiedermi aiuto, ed avvicinandomi con cautela, per non spaventarlo, lo liberai.

Non ci crederete si alzò in volo e mi volò intorno per due o tre volte, e salutandomi con un suono che sembrava un gong, volò via.

Tutte le sere, per molti giorni appresso, tornò nel giardino, riempiendo l’aria con il suo verso particolare.

Nel giardino posteriore, vi sono due noci, uno maestoso, l’altro più piccolo, poco cresciuto (anche se hanno la stessa età).

Orbene, osservandolo da vicino mi accorsi di un lungo solco che scendeva lungo il tronco, come una lunga ferita, e capii che era stato un fulmine.

Penso che gli alberi, come tutti gli esseri viventi, abbiano bisogno di cure e di attenzione, ed allora posi sotto i suoi rami una piccola mangiatoia per gli uccellini che popolano i giardini dell’agriturismo.

Vi posi le briciole di pane, di biscotti, granaglie, frutta, e gli uccellini, fanelli, cardellini, passeri, scriccioli, capinere, pettirossi, usignoli, cominciarono a frequentare la piccola mangiatoia, posandosi sui rami del noce malato, e facendo chiasso.

L’Antico Borghetto era riempito di canti, cinguettii, di uccellini che volavano allegri, ed il noce?

Non ci crederete ma cominciò a emettere nuovi rami, e, miracolo, ricominciò a produrre le noci, oggi è un albero rigoglioso e forte.

Sembra un controsenso parlare di queste cose, quando la vita ti pone dinnanzi storie tristi o drammatiche, quando la televisione ti fa il lavaggio del cervello con notizie da incubo, ma qui in questi, agriturismi a Norcia, il mondo sembra girare più lentamente, con armonia, la vita scorre come un tempo, dove i valori umani ancora sono sentiti e vissuti.

Questo è un luogo dove l’armonia regna sovrana e dove si può ascoltare il fruscio del vento tra gli alberi o il canto degli uccelli, o godere il volo di farfalle sulla buddleja, pianta che le attira con il suo profumo ed i suoi racemi viola.

Ma voglio raccontarvi quest’ultima storia.

Un giorno, era primavera, stavo tagliando l’erba del prato, quando mi accorsi di qualcosa che si nascondeva frettolosamente in un cespuglio di rose.

Mi avvicinai incuriosito e senza far rumore osservai:
Il mio stupore fu grande, mai avrei pensato di vedere li, accovacciato tutto tremante, un fagiano maschio, con la sua lunga coda colorata, che si trascinava a stento, ferito.

Osservandolo da vicino, mi accorsi dell’ala spezzata da un morso, immagino di una volpe.

Mi osservava con terrore, tutto tremante per la ferita, ma principalmente per la paura. Lo raccolsi da terra e lo portai dentro casa, dove lo curai per molti giorni, e quando fu guarito completamente, la gioia di vederlo volare, spedito verso il sole, fu immensa.

E’ importante credere nei valori che la vita ci insegna, ma che noi non cogliamo più, presi dalle nostre preoccupazioni, ma ogni tanto è importante fermarsi ed osservare ciò che esiste intorno a noi, con il cuore aperto al nuovo, come quello di un bimbo, curioso e innocente.